L'estrazione di un qualsiasi dente rappresenta un evento poco piacevole per una persona, tuttavia possono capitare anche casi in cui da questo trauma purtroppo si possono innescare ulteriori problematiche, che fanno ritardare il ritorno alle perfette condizioni e alla piena funzionalità non solo del cavo orale ma in generale del paziente. Tra tali problematiche, la fastidiosa Alveolite colpisce gli italiani, dopo l'estrazione di un dente, in una piccolissima percentuale, variabile tra il 3 ed il 5%.

Questa è semplicemente una complicanza a seguito dell'intervento effettuato dal dentista per togliere un dente tradizionale o quello del giudizio, tuttavia, l'alveolite risulta essere un pò dolorosa ed alquanto fastidiosa appunto. Cerchiamo di capire meglio cosa sia tale complicanza, come si manifesti, le cause che la fanno insorgere e soprattutto come curarla in maniera efficace, per ottenere una rapida guarigione.

L'alveolite, in effetti, può essere raggiunta in brevissimo tempo, attraverso una serie di accorgimenti da parte dello stesso paziente oppure, nei casi più gravi, con un ulteriore intervento da parte del dentista. Passiamo quindi, a questo punto, a spiegare in cosa consista tale fastidiosa complicanza dentale.

Cos'è l'alveolite e le cause che la originano

L'alveolite non è altro che un'infiammazione del cosiddetto osseo alveolare, cioè di quella cavità ossea appunto che ospita le radici dei denti, all'interno del cavo orale. Come detto, questa complicanza si presenta sovente a seguito di un'estrazione di un dente ed in particolare di quello del giudizio. Tuttavia, la percentuale di soggetti che può essere colpita da tale evento è estremamente bassa e la popolazione femminile, secondo alcuni studi, risulta essere quella maggiormente vulnerabile.

Questa maggiore incidenza nelle donne si spiegherebbe con la presenza di estrogeni nel sangue. Infatti, quando la quantità di tali ormoni femminili risulta particolarmente alta (ad esempio durante le prime settimane del ciclo mestruale oppure quando si assumono dei contraccettivi per via orale), la ferita presente sulla gengiva e causata da un intervento si rimargina e quindi si chiude in maniera molto più lenta rispetto al normale. Per tale motivo, spesso i dentisti tendono a consigliare alle donne un intervento eventualmente nell'ultima settimana del ciclo.

L'alveolite è causata in pratica dalla mancata o inadeguata coagulazione del sangue nella zona soggetta all'estrazione. Infatti, una volta rimosso un dente, si dovrebbe formare un coagulo che tende a bloccare la fuoriuscita di sostanza ematica e, al tempo stesso, a proteggere l'osso della mandibola ed il tessuto circostante dall'attacco di batteri o eventuali agenti esterni. Nel caso in cui tale coagulo non si formi o si stacchi, allora le parti interessate restano vulnerabili e di qui l'innescarsi di possibili infiammazioni.

Generalmente, queste tendono a manifestarsi più spesso in quei soggetti che fumano. Questo, probabilmente, in quanto l'assunzione di tabacco tende a ritardare la guarigione dei tessuti lesi della bocca, a causa della riduzione di ossigeno indispensabile per la loro cicatrizzazione. Inoltre, questo genere di infiammazioni si presenta anche a seguito di estrazioni particolarmente difficoltose, come ad esempio con i denti inclusi (non fuoriusciti dalla gengiva o usciti solo parzialmente), che possono provocare lesioni alle gengive e quindi renderle più vulnerabili ai batteri.

alveolite dentale

Stesso discorso si ha anche nel caso di estrazioni di denti particolarmente lesionati o malridotti da cisti, granulomi, carie profonde, pulpiti o altri tipi di importanti infezioni dentali. Infine, tra le cause davvero particolari che possono provocare tali infiammazioni, vi può essere un eccessivo risciacquo della bocca dopo un intervento di estrazione, che determina la rimozione del coagulo di sangue formatosi.

Sintomi ed il trattamento per curarla

Sintomo caratteristico dell'alveolite è un intenso dolore che, anziché progressivamente ridursi a seguito dell'intervento dentale, si ripresenta in forma acuta dopo 4-5 giorni da esso e persiste per diverso tempo, fino a coinvolgere l'intera guancia e parte dell'area dell'orecchio. A tutto ciò si può abbinare, inoltre, anche febbre alta, gonfiore gengivale, alitosi e cattivo odore della zona interessata dall'infiammazione. In casi un pò più estremi di alveolite, si potrebbero gonfiare anche i linfonodi presenti nella zona del collo.

Per la conferma della diagnosi, comunque, il dentista deve effettuare un'ispezione e verifica approfondite del cavo orale del paziente, che necessita, in taluni casi, anche di una radiografia endorale oppure di una tradizionale panoramica (definita anche ortopantomografia). Queste ultime potranno confermare la prima diagnosi ed escludere eventualmente altre possibili problematiche.

alveolite dentale

Comunque, nei casi più comuni e tipici, durante il controllo del cavo orale l'alveolo dentario si presenta maleodorante ed evidenzia un colore tendenzialmente grigio. Il paziente, invece, come abbiamo già accennato, tende a sentire un dolore pressoché pulsante e che si presenta alcuni giorni successivamente all'intervento dentale. A tutto ciò si aggiunge, inoltre, una particolare resistenza ai tradizionali analgesici.

Per curare l'alveolite non sempre risultano efficaci i comuni antinfiammatori utilizzati per il tradizionale mal di denti, tuttavia è consigliabile un doppio intervento. Infatti, da un lato, si può fare ricorso al proprio dentista, che potrà ripulire da elementi estranei la zona colpita dall'infiammazione e effettuarvi un lavaggio profondo, seguito poi dall'applicazione locale di sostanze analgesiche e disinfettanti. Nei casi più gravi, il dentista dovrà effettuare un raschiamento della parte infetta, chiamato Curettage.

Dall'altro lato, è lo stesso paziente che può combattere l'alveolite e velocizzare la guarigione dell'area interessata, attraverso lavaggi quotidiani con disinfettanti e soluzioni fisiologiche, la somministrazione sulla parte di sostanze o creme analgesiche specifiche e, infine, la rimozione di eventuali residui o impurità sulle pareti gengivali limitrofe.

alveolite dentale

Comunque, in base alla situazione soggettiva di ciascun paziente, ai vari disinfettanti e soluzioni fisiologiche, è possibile abbinare, nei casi più gravi o complessi, anche antinfiammatori o antibiotici. Naturalmente questi ultimi vanno assunti con dosaggi e tempi indicati dallo stesso dentista o dal medico di base.

Importante risulta essere anche un'adeguata e soprattutto accorta igiene orale quotidiana, magari con l'utilizzo di uno spazzolino con setole morbide. Questo insieme di interventi ed accorgimenti dovrebbe permettere una più rapida guarigione.